ORANSSI PAZUZU LIVE @ Magnolia – Segrate 16-03-2014

La bella sorpresa è stata innazitutto vederli in italia questi cinque finlandesi, mai ci avevo anche solo sperato, mentre qualche anno fa mi ascoltavo Muukalainen Puhu oppure Kosmonument , che qualche pazzo li avrebbe portati prima o poi da noi. Ok Valonielu dà loro (finalmente) meritevole visibilità ma nulla toglie a Magnolia di rivelarsi ancora una volta l’ultimo baluardo nell’area milanese per noi amanti di musica che non fa esattemente “numeroni” dal punto di vista degli spettatori e gliene sono profondamente grato.

L’aperitivo lo serve Garaliya, maneggiatori di sampler che vede nel duo che compone l’ensamble anche Lin dei Morkobot. il sound terrificante che fuoriesce dalle loro postazioni a torto o a ragione mi ha fatto venire in mente i Greymachine, in ogni caso i ragazzi ci regalano attimi di frastuono ben congeniato sicuramente poco convenzionale.

Poca attesa e sul palco si materializzano gli Eremite, onesto trio ligure che dopo una travagliata esistenza trovano l’equilibrio grazie al bravo chitarrista Leandro Scotto (ex Synodyk). Il sound del gruppo é un post metal a-là Tephra e nella mezz’oretta che vede i ragazzi on stage proprio loro vengono penalizzati nella voce del batterista Fabio Cuomo, il deus ex machina del progetto, purtroppo praticamente non pervenuta e sovrastata dal resto della ciurma e la scarsa presenza scenica della bassista che però ad onor del vero è abilissima con lo strumento a tessere soluzioni portanti un’ essenza sludge fragorosa.

Il piatto forte che parte a razzo e non si ferma per un ora filata conferma e sicuramente migliora quello che su disco la creautura Oranssi porta anvanti da almeno un lustro: compatezza e un sound personale che spicca potente e oliato alla perfezione. La set list si nutre principalmente
dell’ultima fatica, quel Valonielu che a me ha impressionato meno dei suoi predecessori, probabilmente per una scarsa dinamicità del loro particolare sound, colpa forse di una produzione troppo “pulita”. Ebbene, quegli stessi pezzi assumono una forma inedita e più consistente in sede live, senza particolari eccessi i finladesi ci lanciano addosso le loro migliori espressioni e l’effetto annichilente è sempre presente, non c’è appiattimento di sorta in nessuno dei brani proposti. Tutto al posto giusto e in ottimo stato, che bello aver avuto davanti un gruppo di base black metal mai scontato o banale che alza l’asticella della personalità verso un’identità particolare e in realtà sui generis data anche dalla componente elettro psych. Miliardi di Oranssi Pazuzu e dei loro concerti!

image

Oranssi pazuzu
Oranssi pazuzu

LIVE REPORT: Nofx @ Carroponte – Sesto San Giovanni (MI)

Post ferragosto, pesantezza del dopo grigliata e la voglia di evadere tipica di chi è rimasto in città  tra il cemento e poco altro. Quale occasione migliore per spostarsi a Sesto e vedere quei simpatici cazzoni dei Nofx? per chi come me è fermo a Punk in Drublic e al fantastico mini The Decline e non li aveva mai visti (neanche l’ultima volta a Brescia) l’occasione è stata ghiotta e a giudicare dall’altissima affluenza (almeno cinquemila persone) non è stata di sicuro una cosa solo tra vecchi e abituali aficionados. Niente coreografie (un misero cartello col nome della band) per i nostri navigati musicisti ma tante parole per ripendere fiato tra un paio di canzoni e l’altra, molte prese per il culo di Fat Mike ed El Efe sul nostro bel paese con tanto di bandiera “scambiata” per quella messicana e anche sostanza scordatissima e allo stesso tempo precisione oltremisura che giustifica quanto ci sia di curato nelle loro esibizioni. Linoleum pezzo pregiato della loro discografia piazzata al rientro dopo una piccola pausa e immenso finale di Melvin con la fisarmonica per una chiusura degna di uno spettacolo di cabaret. In mezzo pezzi da un minuto e mezzo di lacinante  divertente e caciarone hardcore melodico con l’aggiunta di canzoni dal sapore reggae più qualche improvvisazione (partita con il nostro italiano grazie). Insomma ho recuperato fuori tempo massimo una loro esibizione ma ne è valsa la pena tutto sommato. ah già prima di loro  il gruppo di supporto, gli insignificanti No Relax che alla lunga nelle loro ripartenze in doppia cassa e nella loro “attitudine da punk italiano” davvero hanno stufato in poche battute.

Scusatemi per la foto insignificante vedrò di rimediare con i prossimi report.